mercoledì 4 ottobre 2017

Libertà di parola? Tutt’altro, censura!

Una volta avevo un profilo Facebook… 😅

Poi ho commesso l’errore di osare esprimere la mia opinione senza chinare il capo di fronte agli «anti-sette».

Certo, non ho usato mezzi termini e non sono stato né soft né tanto meno compiacente. Lascio però giudicare al lettore quanto fosse lecito o illecito (al di là del contenuto della critica, con cui si può essere d’accordo o meno) esprimere sulla propria pagina Facebook personale un parere personale:


Questo mi è costato… il mio profilo Facebook! Per un paio di post critici ma comunque educati, Lorita Tinelli mi ha fatto chiudere il profilo rivolgendosi a dei suoi amici poliziotti, una in particolare, una certa Madi Lentini di Roma (qui la sua pagina Facebook). Ecco infatti come la Tinelli l’ha aizzata contro di me:


A questo commento, che mostra un’intrinseca ma evidente velleità ostile, ha fatto seguito un breve scambio di messaggi privati nei quali la Lentini mi ha velatamente minacciato, in risposta a una mia battuta di spirito, con un «rida, rida…».

Un paio di giorni più tardi quel mio post è stato rimosso da Facebook, senza alcun preavviso né richiesta di chiarimento.

Il giorno successivo, il mio profilo è stato bloccato, di nuovo senza alcuna motivazione o possibilità di appello.

Mi pare che tutto ciò sia alquanto indicativo della metodologia seguita dalla Tinelli e dai suoi alleati «anti-sette».

Ciliegina sulla torta, cosa pubblica la Tinelli due giorni più tardi? Un post sui «metodi mafiosi».


Mi domando: quando parla di «aprire profili anonimi», si riferisce forse alla sua cara amica e collega Sonia Ghinelli che si nasconde dietro un finto profilo Facebook di nome Ethan Garbo Saint Germain?

Insomma, il suo è un post alquanto attinente, per non dire… di un’ipocrisia disarmante!

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