Come il nostro blog ha già ampiamente documentato in precedenza per l’associazione AIVS e per qualche giornalista compiacente tipo Gianni Del Vecchio o Flavia Piccinni, gli «anti-sette» non si accontentano dei proventi del loro business, che si tratti vuoi di denaro liquido vuoi di popolarità o visibilità mediatica.
Al contrario, cercano anche di racimolare soldi sfruttando il canale mediatico di Internet e presentandosi nel modo migliore possibile come enti di «pubblica utilità».
Nell’esempio che segue, vediamo la stessa tattica adottata dal CeSAP di Lorita Tinelli, consociata italiana della controversa sigla europea FECRIS.
Ecco infatti un sito web sul quale il CeSAP ha attivato una raccolta fondi:
Come si può ben vedere, fino ad ora hanno raggranellato 45 dollari americani.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere i 10.000 dollari.
E a quanto pare non saranno gli unici denari a finire nelle casse «anti-sette», se si tiene conto che:
- FAVIS chiede il il 5 per 1000;
- CeSAP chiede il il 5 per 1000;
- AIVS chiede il il 5 per 1000;
- FAVIS fa la raccolta fondi tramite «autofinanziamenti.it» come mostrato nel presente post;
- AIVS sollecita tesseramenti e offre tesseramenti a un suo non meglio definito «Gold Club»;
- CeSAP sollecita donazioni anche via Facebook;
- FAVIS sollecita donazioni sul sito proprio e sulla pagina Facebook.
Ci domandiamo se la «trasparenza» con cui rendiconteranno sui fondi così raccolti sarà la medesima messa in campo dallo stesso FAVIS, ovverosia non fornire alcun dettaglio sulla gestione dei propri ricavi e mettere alla porta chiunque sollevi delle perplessità sul loro modus operandi, come abbiamo mostrato nel post appena precedente a questo.
Questo blog si propone di promuovere un'informazione puntuale e ad ampia diffusione sulle notizie e i fatti concreti che riguardano il controverso mondo dei gruppi "anti-sette" e di tutti quei soggetti ed associazioni che portano avanti un attivo contrasto a movimenti spirituali e confessioni religiose.
Visualizzazione post con etichetta soldi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta soldi. Mostra tutti i post
lunedì 27 agosto 2018
mercoledì 13 giugno 2018
Aggiornamento breve - che s'inventa AIVS pur di raccattare denaro?
Abbiamo riferito già in precedenza della questua a nostro parere un po’ squallida messa in atto dalla AIVS (un’associazione «anti-sette» particolarmente chiassosa negli ultimi mesi), sin da marzo scorso, per racimolare un po’ di soldi dai propri simpatizzanti e dagli utenti che si inseriscono nei loro gruppi Facebook.
Con il presente post diamo conto che tale raccolta fondi appare continuare, evidentemente seguendo le necessità di volta in volta manifestate dai tre principali amministratori dell’associazione.
Ecco infatti che giovedì scorso Francesco Brunori (alias Italo) lancia una colletta online tramite un sito Internet specializzato:
Sorvoliamo sull’asserzione secondo cui AIVS avrebbe «conoscenze» e competenze tal da poter fornire «sostegno sia legale che psicologico», quando nessuno dei «personaggi» (come essi stessi li descrivono) che la compongono detiene delle qualifiche attinenti alla sfera in cui opera. Sinora, l’unica attività in cui sembrano essersi impegnati con tutte le loro forze è una sorta di «settarismo anti-sette».
Neanche 24 ore più tardi, l’altro «personaggio» rappresentante di AIVS, Toni Occhiello, ripropone pari pari il medesimo post di Brunori:
Qualche giorno prima, AIVS aveva pubblicato un post in cui sembrava voler esplicitare il carattere di certune sue attività (forse promozionali? chissà) finalizzate a reclutare nuovi associati.
Attività che, ci si consenta il commento (fra il serio ed il faceto), non ci appaiono particolarmente attinenti al suo oggetto sociale:
A quanto pare, l’iniziativa di Occhiello sembra aver raggiunto l’obiettivo prefissato:
Non è la prima volta che notiamo come Occhiello possa apparire un tantino ossessionato dalla sfera erotico/sessuale: ne avevamo riportato degli esempi in questo post e ne abbiamo trovato un ulteriore indizio in un suo commento della scorsa settimana:
Certamente sono fatti suoi, del tutto privati, oltre che ovviamente legittimi; ciò che però balza all’occhio è il modo come egli paia voler metterli in piazza in quanto responsabile di un’associazione che sostiene di voler fare un servizio pubblico.
Un «servizio pubblico», quello di AIVS, che sinora si è concentrato su dichiarazioni come queste (curiosamente anch’esse rivolte, ma in senso differente, contro il «gentil sesso»):
È per finanziare propaganda come questa, che AIVS raccoglie fondi e richiede iscrizioni?
Con il presente post diamo conto che tale raccolta fondi appare continuare, evidentemente seguendo le necessità di volta in volta manifestate dai tre principali amministratori dell’associazione.
Ecco infatti che giovedì scorso Francesco Brunori (alias Italo) lancia una colletta online tramite un sito Internet specializzato:
Sorvoliamo sull’asserzione secondo cui AIVS avrebbe «conoscenze» e competenze tal da poter fornire «sostegno sia legale che psicologico», quando nessuno dei «personaggi» (come essi stessi li descrivono) che la compongono detiene delle qualifiche attinenti alla sfera in cui opera. Sinora, l’unica attività in cui sembrano essersi impegnati con tutte le loro forze è una sorta di «settarismo anti-sette».
Neanche 24 ore più tardi, l’altro «personaggio» rappresentante di AIVS, Toni Occhiello, ripropone pari pari il medesimo post di Brunori:
Qualche giorno prima, AIVS aveva pubblicato un post in cui sembrava voler esplicitare il carattere di certune sue attività (forse promozionali? chissà) finalizzate a reclutare nuovi associati.
Attività che, ci si consenta il commento (fra il serio ed il faceto), non ci appaiono particolarmente attinenti al suo oggetto sociale:
A quanto pare, l’iniziativa di Occhiello sembra aver raggiunto l’obiettivo prefissato:
Non è la prima volta che notiamo come Occhiello possa apparire un tantino ossessionato dalla sfera erotico/sessuale: ne avevamo riportato degli esempi in questo post e ne abbiamo trovato un ulteriore indizio in un suo commento della scorsa settimana:
Certamente sono fatti suoi, del tutto privati, oltre che ovviamente legittimi; ciò che però balza all’occhio è il modo come egli paia voler metterli in piazza in quanto responsabile di un’associazione che sostiene di voler fare un servizio pubblico.
Un «servizio pubblico», quello di AIVS, che sinora si è concentrato su dichiarazioni come queste (curiosamente anch’esse rivolte, ma in senso differente, contro il «gentil sesso»):
È per finanziare propaganda come questa, che AIVS raccoglie fondi e richiede iscrizioni?
martedì 17 aprile 2018
Ancora su Toni Occhiello e la discutibile propaganda di AIVS
Mentre prosegue la questua di Toni Occhiello e dei tre o quattro animatori della sua associazione «anti-sette» AIVS, notiamo che il piccolo ma chiassoso gruppetto salentino non sembra voler smorzare i toni della propria campagna di odio nei confronti delle nuove religioni.
Al contrario, AIVS cerca appoggi presso altri gruppi affini e sembra trovarne in figure già da tempo schierate nella loro stessa lotta, come per esempio Branka Dujmic-Delcourt, un’esponente «anti-sette» croata di nascita con passaporto belga e rappresentante della FECRIS, la controversa associazione europea accreditata presso il Consiglio d'Europa quale ONG (organizzazione non governativa; nonostante sia curiosamente finanziata dal governo francese), che raccoglie le diverse denominazioni in un’unica organizzazione di cui, fra l’altro, fanno parte le italiane CeSAP e FAVIS:
Da notare come a dare il benvenuto alla «anti-sette» croata sia proprio Lorita Tinelli del CeSAP, salda alleata di AIVS.
Segno forse che AIVS si sta affannando per aggrapparsi al carro della FECRIS da cui potrebbe «mungere» un po’ di denaro? Oppure un po’ di credibilità o anche una maggiore visibilità? Non siamo certamente in grado di rispondere con certezza a un simile quesito, tuttavia l’interrogativo pare sensato.
Nel frattempo, come si accennava prima, Occhiello continua a raccattare iscrizioni proponendo la sua tessera per accedere al «gruppo segreto» di AIVS, il «gold club» di cui si parlava in un precedente post:
Una quota di 20 Euro per i «servizi di base». Ci si domanda quali siano tali servizi. Forse la pubblicazione di post su Facebook come questo?
Indubbiamente Toni Occhiello deve aver svolto del «lavoro» per ricercare accuratamente un’immagine tanto «adatta» da associare a tale post!
Non ce ne voglia per la nostra piccola battuta di spirito, ma anche senza muovere la benché minima critica al testo del post e al tenore della tesi che espone (e ve ne sarebbero!), sfugge davvero l’attinenza della fotografia (oscena) con il messaggio che AIVS intende qui propalare.
Probabilmente la «ispirazione» deriva ad Occhiello dai suoi precedenti «lavori», tipo quello di «fotografa’ le zoccole» di cui ci rende lui stesso edotto in una sua pagina Facebook (per chi ama la «grana grossa», seguendo questo link si può visionare il testo integrale del post così come la fotografia che per pudore abbiamo tagliato):
I gusti sono gusti: Occhiello è senz’altro liberissimo di sfogare la propria verve figurativa immortalando prostitute senza veli; ci domandiamo soltanto perché debba trasporre queste sue personali inclinazioni attribuendole al movimento religioso che ha scelto di dileggiare ed infamare ad ogni piè sospinto.
Ma di nuovo: qual è il risultato concreto dell’operato di AIVS? In che modo essa può influenzare le persone che raggiunge? Ben lungi dal poter modificare la consapevolezza di ciascuno del proprio vissuto, costoro tendono a generare ostilità nei confronti della religione in generale:
È solo uno dei numerosi commenti di questa fatta: AIVS genera repulsione verso «tutte le religioni».
D’altronde non ci stupisce affatto, abbiamo già più volte dato conto di questa tendenza da parte degli «anti-sette»; si vedano ad esempio questo post, quest’altro e quest’altro ancora.
Ma di nuovo torniamo a interrogarci: che diritto hanno degli apostati come Toni Occhiello e i suoi compari di AIVS di inquinare l’immaginario collettivo con le loro gravi (ma per lo più indiziarie) accuse e con i loro pesanti giudizi e le loro triviali volgarità ai danni di minoranze religiose pacifiche?
Al contrario, AIVS cerca appoggi presso altri gruppi affini e sembra trovarne in figure già da tempo schierate nella loro stessa lotta, come per esempio Branka Dujmic-Delcourt, un’esponente «anti-sette» croata di nascita con passaporto belga e rappresentante della FECRIS, la controversa associazione europea accreditata presso il Consiglio d'Europa quale ONG (organizzazione non governativa; nonostante sia curiosamente finanziata dal governo francese), che raccoglie le diverse denominazioni in un’unica organizzazione di cui, fra l’altro, fanno parte le italiane CeSAP e FAVIS:
Da notare come a dare il benvenuto alla «anti-sette» croata sia proprio Lorita Tinelli del CeSAP, salda alleata di AIVS.
Segno forse che AIVS si sta affannando per aggrapparsi al carro della FECRIS da cui potrebbe «mungere» un po’ di denaro? Oppure un po’ di credibilità o anche una maggiore visibilità? Non siamo certamente in grado di rispondere con certezza a un simile quesito, tuttavia l’interrogativo pare sensato.
Nel frattempo, come si accennava prima, Occhiello continua a raccattare iscrizioni proponendo la sua tessera per accedere al «gruppo segreto» di AIVS, il «gold club» di cui si parlava in un precedente post:
Una quota di 20 Euro per i «servizi di base». Ci si domanda quali siano tali servizi. Forse la pubblicazione di post su Facebook come questo?
Indubbiamente Toni Occhiello deve aver svolto del «lavoro» per ricercare accuratamente un’immagine tanto «adatta» da associare a tale post!
Non ce ne voglia per la nostra piccola battuta di spirito, ma anche senza muovere la benché minima critica al testo del post e al tenore della tesi che espone (e ve ne sarebbero!), sfugge davvero l’attinenza della fotografia (oscena) con il messaggio che AIVS intende qui propalare.
Probabilmente la «ispirazione» deriva ad Occhiello dai suoi precedenti «lavori», tipo quello di «fotografa’ le zoccole» di cui ci rende lui stesso edotto in una sua pagina Facebook (per chi ama la «grana grossa», seguendo questo link si può visionare il testo integrale del post così come la fotografia che per pudore abbiamo tagliato):
I gusti sono gusti: Occhiello è senz’altro liberissimo di sfogare la propria verve figurativa immortalando prostitute senza veli; ci domandiamo soltanto perché debba trasporre queste sue personali inclinazioni attribuendole al movimento religioso che ha scelto di dileggiare ed infamare ad ogni piè sospinto.
Ma di nuovo: qual è il risultato concreto dell’operato di AIVS? In che modo essa può influenzare le persone che raggiunge? Ben lungi dal poter modificare la consapevolezza di ciascuno del proprio vissuto, costoro tendono a generare ostilità nei confronti della religione in generale:
È solo uno dei numerosi commenti di questa fatta: AIVS genera repulsione verso «tutte le religioni».
D’altronde non ci stupisce affatto, abbiamo già più volte dato conto di questa tendenza da parte degli «anti-sette»; si vedano ad esempio questo post, quest’altro e quest’altro ancora.
Ma di nuovo torniamo a interrogarci: che diritto hanno degli apostati come Toni Occhiello e i suoi compari di AIVS di inquinare l’immaginario collettivo con le loro gravi (ma per lo più indiziarie) accuse e con i loro pesanti giudizi e le loro triviali volgarità ai danni di minoranze religiose pacifiche?
martedì 13 marzo 2018
Aggiornamento breve - AIVS e Toni Occhiello, «anti-sette» sempre più business
Si era già detto in un precedente post della squallida questua messa in atto tramite Facebook da Toni Occhiello nei confronti degli utenti che si mostrano interessati ai contenuti diffuso dalla pagina di AIVS e delle diverse pagine infamanti nei confronti della Soka Gakkai.
A giudicare dagli sviluppi degli ultimi giorni, non si può che notare un accentuarsi di tale attività che, a poco a poco, assume sempre più i tratti del business.
Come in ogni attività commerciale, Toni Occhiello e i suoi tre o quattro «fedelissimi» mettono in promozione alcuni post su Facebook per pubblicizzare AIVS, come si è riferito precedentemente e come si può notare anche qui con un post uscito la scorsa settimana:
Chiaramente la réclame attira persone sulle loro pagine e richieste di inserimento nel loro gruppo chiuso, come avviene normalmente per qualsiasi pagina Facebook i cui gestori desiderano aumentare il «parco clienti».
Una volta nel recinto, alla prima occasione, gli utenti ricevono richieste di iscriversi (a titolo oneroso, ossia pagando) all’associazione; richieste che vengono propinate in modo più o meno accattivante, come si è visto in precedenza e come vediamo nuovamente qui nei commenti a questo post del 24 Febbraio scorso:
Ma la raccolta fondi di AIVS non si ferma qui: evidentemente dev’essere stato «fiutato il filone», se Toni Occhiello riesce addirittura a inventarsi un «Gold Club» (con relativo tesseramento) stile «carta fedeltà» del supermercato.
Eccone l’annuncio, che è proprio di ieri:
Con un po’ di ironia, si potrebbe dire che manca solo la «raccolta punti» per gli «omaggi AIVS».
Sfortunatamente, passata l’ironia, si può solo constatare quali sono i «prodotti» che AIVS «mette in vendita»:
«Testimonianze» anonime, prive di un contraddittorio serio e coscienzioso, probabilmente nemmeno sottoposte a un vaglio per accertarne l’attendibilità; storie che, per quanto ne può sapere un ignaro spettatore, potrebbero anche essere inventate di sana pianta, tanto più che sono alquanto scarne in termini di circostanze, nomi e fatti precisi.
Ecco la «merce di scambio» di AIVS e degli «anti-sette».
A giudicare dagli sviluppi degli ultimi giorni, non si può che notare un accentuarsi di tale attività che, a poco a poco, assume sempre più i tratti del business.
Come in ogni attività commerciale, Toni Occhiello e i suoi tre o quattro «fedelissimi» mettono in promozione alcuni post su Facebook per pubblicizzare AIVS, come si è riferito precedentemente e come si può notare anche qui con un post uscito la scorsa settimana:
Chiaramente la réclame attira persone sulle loro pagine e richieste di inserimento nel loro gruppo chiuso, come avviene normalmente per qualsiasi pagina Facebook i cui gestori desiderano aumentare il «parco clienti».
Una volta nel recinto, alla prima occasione, gli utenti ricevono richieste di iscriversi (a titolo oneroso, ossia pagando) all’associazione; richieste che vengono propinate in modo più o meno accattivante, come si è visto in precedenza e come vediamo nuovamente qui nei commenti a questo post del 24 Febbraio scorso:
Ma la raccolta fondi di AIVS non si ferma qui: evidentemente dev’essere stato «fiutato il filone», se Toni Occhiello riesce addirittura a inventarsi un «Gold Club» (con relativo tesseramento) stile «carta fedeltà» del supermercato.
Eccone l’annuncio, che è proprio di ieri:
Con un po’ di ironia, si potrebbe dire che manca solo la «raccolta punti» per gli «omaggi AIVS».
Sfortunatamente, passata l’ironia, si può solo constatare quali sono i «prodotti» che AIVS «mette in vendita»:
«Testimonianze» anonime, prive di un contraddittorio serio e coscienzioso, probabilmente nemmeno sottoposte a un vaglio per accertarne l’attendibilità; storie che, per quanto ne può sapere un ignaro spettatore, potrebbero anche essere inventate di sana pianta, tanto più che sono alquanto scarne in termini di circostanze, nomi e fatti precisi.
Ecco la «merce di scambio» di AIVS e degli «anti-sette».
venerdì 23 febbraio 2018
Gli «anti-sette» e il business: la raccolta fondi di Toni Occhiello continua
Come si è riferito in uno degli ultimi post, ultimamente abbiamo notato che l’attività di Toni Occhiello e della sua associazione (AIVS, l’ultima nata nel panorama «anti-sette» italiano), sembra essere alquanto improntata alla raccolta di denaro per mezzo delle quote associative.
A distanza di un paio di settimane, possiamo affermare che non ci eravamo affatto sbagliati.
Stiamo infatti notando una forte tendenza di Occhiello e dell’altrimenti anonimo Italo (cogestore delle molteplici pagine Facebook direttamente riconducibili ad AIVS) a sollecitare pubblicamente i versamenti delle quote di iscrizione all’associazione. Tale spinta viene messa in atto ripetutamente con tutti coloro che si uniscono ai gruppi Facebook di AIVS, fortemente caratterizzati dalla propaganda infamante ai danni della Soka Gakkai. Parliamo quindi di persone che si sono interessate a quanto viene pubblicato da quel gruppo o che hanno la propria da dire a proposito della Soka Gakkai, ma non necessariamente di persone che esprimono la volontà di diventare dei militanti di AIVS.
Intendiamo dire: in un’associazione di volontariato si presume che chi aderisce lo faccia di propria spontanea volontà, non dietro la pressione di qualcuno che sfrutta un interessamento per «vendere» l’iscrizione.
Occhiello e il suo compare Italo, però, pare proprio avere bisogno di fare iscritti.
Ecco quindi come risponde a una persona che sembra rivolgersi al suo gruppo Facebook per raccontare una storia a lei, in quanto madre, descritta come un vissuto doloroso e drammatico:
Dopo qualche commento interlocutorio, ecco la conclusione di Occhiello:
Stessa cosa con un’altra utente che si affaccia al gruppo di AIVS apparentemente in cerca di conforto.
Al posto di una parola amichevole e comprensiva, Lucrezia trova invece sarcasmo e una richiesta di iscrizione:
Un’altra signora, che dai post precedenti pare già essere un’accanita sostenitrice del gruppo anti-Soka Gakkai di AIVS, non si è ancora ufficialmente associata.
Alla sua proposta, rivolta proprio ad Occhiello, di mandare dei rappresentanti a un convegno a Roma per partecipare come associazione, si vede rispondere con una richiesta di iscrizione (e quindi di denaro):
E tutto questo solo negli ultimi due giorni.
Ma AIVS è un gruppo di «lotta contro le sette» o una raccolta fondi per Toni Occhiello e i suoi amici intimi?
A distanza di un paio di settimane, possiamo affermare che non ci eravamo affatto sbagliati.
Stiamo infatti notando una forte tendenza di Occhiello e dell’altrimenti anonimo Italo (cogestore delle molteplici pagine Facebook direttamente riconducibili ad AIVS) a sollecitare pubblicamente i versamenti delle quote di iscrizione all’associazione. Tale spinta viene messa in atto ripetutamente con tutti coloro che si uniscono ai gruppi Facebook di AIVS, fortemente caratterizzati dalla propaganda infamante ai danni della Soka Gakkai. Parliamo quindi di persone che si sono interessate a quanto viene pubblicato da quel gruppo o che hanno la propria da dire a proposito della Soka Gakkai, ma non necessariamente di persone che esprimono la volontà di diventare dei militanti di AIVS.
Intendiamo dire: in un’associazione di volontariato si presume che chi aderisce lo faccia di propria spontanea volontà, non dietro la pressione di qualcuno che sfrutta un interessamento per «vendere» l’iscrizione.
Occhiello e il suo compare Italo, però, pare proprio avere bisogno di fare iscritti.
Ecco quindi come risponde a una persona che sembra rivolgersi al suo gruppo Facebook per raccontare una storia a lei, in quanto madre, descritta come un vissuto doloroso e drammatico:
Dopo qualche commento interlocutorio, ecco la conclusione di Occhiello:
Stessa cosa con un’altra utente che si affaccia al gruppo di AIVS apparentemente in cerca di conforto.
Al posto di una parola amichevole e comprensiva, Lucrezia trova invece sarcasmo e una richiesta di iscrizione:
Un’altra signora, che dai post precedenti pare già essere un’accanita sostenitrice del gruppo anti-Soka Gakkai di AIVS, non si è ancora ufficialmente associata.
Alla sua proposta, rivolta proprio ad Occhiello, di mandare dei rappresentanti a un convegno a Roma per partecipare come associazione, si vede rispondere con una richiesta di iscrizione (e quindi di denaro):
E tutto questo solo negli ultimi due giorni.
Ma AIVS è un gruppo di «lotta contro le sette» o una raccolta fondi per Toni Occhiello e i suoi amici intimi?
giovedì 8 febbraio 2018
Quello degli «anti-sette» è un business? Perché chiedono soldi?
Un post che desideriamo analizzare in dettaglio in quanto estremamente esemplificativo dell’operato, assai discutibile e tendenzioso, degli esponenti «anti-sette». Il post in questione è questo, pubblicato il 4 Febbraio scorso sulla pagina Facebook di AIVS, a nostro avviso (ma non lo si può dare per certo) da Toni Occhiello (l'immagine seguente è in versione ridotta, ma viene sezionata e resa leggibile subito dopo):
Il post esordisce con una asserzione di sapore «complottistico», priva di elementi concreti e soprattutto allusiva rispetto a persone di cui non vengono fatti nomi e cognomi ma la cui identità viene data per sottintesa:
Da una tanto fumosa premessa si passa quindi al solito «buoni e cattivi» con una punta di vittimismo rispetto alla fantomatica «lobby» dalla quale Occhiello e i suoi compari di CeSAP e FAVIS starebbero subendo «calunnie e intimidazioni». Spontaneo domandarsi come mai l’ex regista foggiano non si fa scrupoli nel dileggiare e infamare il movimento religioso di cui ha fatto parte per tanti anni con parole forti e cariche di odio e poi si lagna di un blog come il nostro in cui non facciamo altro che riferire e documentare fatti, peraltro con una certa pacatezza.
Ma ecco a cosa mira realmente la lamentela di AIVS:
Al denaro: Occhiello sta chiedendo soldi, questo è l’obiettivo del suo post, il cui successo è ben evidenziato dalla quantità (scarsità) di «Mi piace», commenti e condivisioni.
E l’obiettivo risulta ancora più chiaro dall’unico commento presente sul post, che è della stessa AIVS e incita senza mezzi termini all’iscrizione (onerosa, € 20,00):
Non sarà una gran somma, ma sono sempre soldi e questo non è affatto l’unico post in cui Occhiello sollecita iscrizioni.
Al contrario, l’attività di AIVS assume anche maggiormente l’aspetto di un insolito, grottesco business se si nota che nell’ultimo periodo Occhiello ha lanciato una campagna di inserzioni, sempre su Facebook, per pubblicizzare i propri post che veicolano odio e allarme contro i movimenti religiosi:
E ancora:
Questo modus operandi non è affatto limitato al bellicoso Toni Occhiello e ai suoi due o tre livorosi collaboratori. Tutt’altro.
Basta guardare l’annuncio che campeggia imponente nella pagina principale del sito del CeSAP di Luigi Corvaglia e Lorita Tinelli, ben studiato sotto il profilo pubblicitario dato che tocca il sempre sensibile tasto della benevolenza:
Per non parlare di uno dei principali militanti contro i Testimoni di Geova, Rocco Politi, anch’egli (tanto per cambiare) un apostata che ha lasciato il movimento dopo una vita di frequentazione e partecipazione convinta. Nel suo caso, addirittura si presenta come il «liberatore» del popolo tanto oppresso dai pericolosissimi «culti distruttivi», con tanto di titoloni a caratteri cubitali:
Addirittura questo «simil-esorcista» parla di «vittime di fanatismi»: ma quale fanatismo? Forse il suo stesso?
Ma ecco subito svelato, anche nel suo caso, a cosa punta tanta concitazione e animosità:
Forse che gli «anti-sette», in fondo, fanno ciò che fanno per profitto personale?
Dove e come vengono spesi i soldi che vengono loro versati da eventuali donatori?
Interrogativi, questi, cui prima o poi dovrà pur essere data risposta.
Il post esordisce con una asserzione di sapore «complottistico», priva di elementi concreti e soprattutto allusiva rispetto a persone di cui non vengono fatti nomi e cognomi ma la cui identità viene data per sottintesa:
Da una tanto fumosa premessa si passa quindi al solito «buoni e cattivi» con una punta di vittimismo rispetto alla fantomatica «lobby» dalla quale Occhiello e i suoi compari di CeSAP e FAVIS starebbero subendo «calunnie e intimidazioni». Spontaneo domandarsi come mai l’ex regista foggiano non si fa scrupoli nel dileggiare e infamare il movimento religioso di cui ha fatto parte per tanti anni con parole forti e cariche di odio e poi si lagna di un blog come il nostro in cui non facciamo altro che riferire e documentare fatti, peraltro con una certa pacatezza.
Ma ecco a cosa mira realmente la lamentela di AIVS:
Al denaro: Occhiello sta chiedendo soldi, questo è l’obiettivo del suo post, il cui successo è ben evidenziato dalla quantità (scarsità) di «Mi piace», commenti e condivisioni.
E l’obiettivo risulta ancora più chiaro dall’unico commento presente sul post, che è della stessa AIVS e incita senza mezzi termini all’iscrizione (onerosa, € 20,00):
Non sarà una gran somma, ma sono sempre soldi e questo non è affatto l’unico post in cui Occhiello sollecita iscrizioni.
Al contrario, l’attività di AIVS assume anche maggiormente l’aspetto di un insolito, grottesco business se si nota che nell’ultimo periodo Occhiello ha lanciato una campagna di inserzioni, sempre su Facebook, per pubblicizzare i propri post che veicolano odio e allarme contro i movimenti religiosi:
E ancora:
Questo modus operandi non è affatto limitato al bellicoso Toni Occhiello e ai suoi due o tre livorosi collaboratori. Tutt’altro.
Basta guardare l’annuncio che campeggia imponente nella pagina principale del sito del CeSAP di Luigi Corvaglia e Lorita Tinelli, ben studiato sotto il profilo pubblicitario dato che tocca il sempre sensibile tasto della benevolenza:
Per non parlare di uno dei principali militanti contro i Testimoni di Geova, Rocco Politi, anch’egli (tanto per cambiare) un apostata che ha lasciato il movimento dopo una vita di frequentazione e partecipazione convinta. Nel suo caso, addirittura si presenta come il «liberatore» del popolo tanto oppresso dai pericolosissimi «culti distruttivi», con tanto di titoloni a caratteri cubitali:
Addirittura questo «simil-esorcista» parla di «vittime di fanatismi»: ma quale fanatismo? Forse il suo stesso?
Ma ecco subito svelato, anche nel suo caso, a cosa punta tanta concitazione e animosità:
Forse che gli «anti-sette», in fondo, fanno ciò che fanno per profitto personale?
Dove e come vengono spesi i soldi che vengono loro versati da eventuali donatori?
Interrogativi, questi, cui prima o poi dovrà pur essere data risposta.
Iscriviti a:
Post (Atom)




























