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domenica 22 luglio 2018

Aggiornamento breve - ancora sul ‘settarismo’ di AIVS

Riportiamo qui qualche altro elemento che si aggiunge a quelli già riferiti in precedenza, in particolare in questo post e in quest’altro, in merito al ‘settarismo’ di AIVS.

Ricordiamo a scanso di equivoci che «settarismo» lo intendiamo nell’accezione contemplata dall’autorevole vocabolario Treccani, ossia: «l’essere settario, cioè fazioso» e identifica un «accanito spirito di parte»; fra i sinonimi sono infatti inclusi «faziosità, partigianeria, parzialità, fanatismo, intolleranza, intransigenza».

Come non ricorrere a una parola del genere quando si notano situazioni in cui taluni utenti tentano di rivolgere, pacatamente, delle critiche a Toni Occhiello e alla sua «compagnia cantante» (come l’ha recentemente definita un’altra «anti-sette», Sonia Ghinelli), e però invece di essere ascoltati e presi nella dovuta considerazione, vengono sistematicamente messi alla porta in modo tutt’altro che garbato?

Vediamo un esempio di una ventina di giorni fa.

All’interno di una discussione che già è un poco animosa (perché un utente precedentemente ha espresso sdegno, in maniera forse un po’ brusca, per il modus operandi di AIVS), Paola Moscatelli se ne esce con una delle sue (solite) offese all’ex marito, peraltro imperniate (come di consueto) su fatti della sua vita privata schiaffati in piazza a sua insaputa:


Pacata protesta di una utente evidentemente perplessa per tale cattiveria, cui fa seguito il rimbrotto di (presumiamo) Toni Occhiello:


La signora controcorrente cerca allora di elaborare in modo più completo il suo pensiero e tenta di indurre i suoi interlocutori a smorzare i toni e considerare un atteggiamento un poco meno astioso:


La risposta di AIVS si presenta (finalmente!) un po’ più moderata del solito. Sempre nel solco della critica denigratoria, però almeno espressa con un tono sobrio e non offensivo. A questa fa seguito una replica del medesimo tenore.

Sembra quasi che si riesca ad intavolare un dialogo, se non propriamente costruttivo, per lo meno civile:


Nonostante le domande maliziose di Occhiello, che tentano di stuzzicare l’ira della signora controcorrente, in qualche modo quest’ultima riesce a non cascare nella trappola:


Scopriamo però molto presto di esserci completamente illusi: non sembra proprio possibile una normale dialettica o una conversazione pacifica sui forum di AIVS.

Ecco infatti ripiombare sulla scena la Moscatelli, con le sue offese un tanto al chilo.


Tanto livore e veemenza farebbero scivolare per un attimo anche l’utente più pacifico nella tentazione di rispondere per le rime, e questo è press’a poco ciò che capita.

Sicché la situazione precipita, la Moscatelli riesce solo ad inasprire i suoi toni verbali e passa direttamente alle parolacce e al turpiloquio:


Si noti come Occhiello o chi per lui non moderino minimamente la Moscatelli nemmeno quando usa parole volutamente scurrili e ingiuriose, però ha la faccia tosta di richiamare all’ordine l’altra utente che finora ha fatto di tutto per usare una certa educazione e pacatezza.

Così la Moscatelli, ovviamente, ci marcia sopra a tutta forza:


Non senza una certa signorilità, la utente non allineata con AIVS si svincola dal fuoco d’infilata cui è stata sottoposta.

Un trattamento tanto iniquo viene notato e sottolineato anche da altri, persino non difensori di una minoranza religiosa:


Ma l’esito è lo stesso: chiunque osi esprimere un parere appena divergente dai «numerosi personaggi» (come amano definirsi i tre responsabili di AIVS), viene verbalmente preso a ceffoni e messo alla porta.

È questo il giusto operato di un’associazione che «persegue finalità di solidarietà sociale»?

mercoledì 13 giugno 2018

Aggiornamento breve - che s'inventa AIVS pur di raccattare denaro?

Abbiamo riferito già in precedenza della questua a nostro parere un po’ squallida messa in atto dalla AIVS (un’associazione «anti-sette» particolarmente chiassosa negli ultimi mesi), sin da marzo scorso, per racimolare un po’ di soldi dai propri simpatizzanti e dagli utenti che si inseriscono nei loro gruppi Facebook.

Con il presente post diamo conto che tale raccolta fondi appare continuare, evidentemente seguendo le necessità di volta in volta manifestate dai tre principali amministratori dell’associazione.

Ecco infatti che giovedì scorso Francesco Brunori (alias Italo) lancia una colletta online tramite un sito Internet specializzato:


Sorvoliamo sull’asserzione secondo cui AIVS avrebbe «conoscenze» e competenze tal da poter fornire «sostegno sia legale che psicologico», quando nessuno dei «personaggi» (come essi stessi li descrivono) che la compongono detiene delle qualifiche attinenti alla sfera in cui opera. Sinora, l’unica attività in cui sembrano essersi impegnati con tutte le loro forze è una sorta di «settarismo anti-sette».

Neanche 24 ore più tardi, l’altro «personaggio» rappresentante di AIVS, Toni Occhiello, ripropone pari pari il medesimo post di Brunori:


Qualche giorno prima, AIVS aveva pubblicato un post in cui sembrava voler esplicitare il carattere di certune sue attività (forse promozionali? chissà) finalizzate a reclutare nuovi associati.

Attività che, ci si consenta il commento (fra il serio ed il faceto), non ci appaiono particolarmente attinenti al suo oggetto sociale:


A quanto pare, l’iniziativa di Occhiello sembra aver raggiunto l’obiettivo prefissato:


Non è la prima volta che notiamo come Occhiello possa apparire un tantino ossessionato dalla sfera erotico/sessuale: ne avevamo riportato degli esempi in questo post e ne abbiamo trovato un ulteriore indizio in un suo commento della scorsa settimana:


Certamente sono fatti suoi, del tutto privati, oltre che ovviamente legittimi; ciò che però balza all’occhio è il modo come egli paia voler metterli in piazza in quanto responsabile di un’associazione che sostiene di voler fare un servizio pubblico.

Un «servizio pubblico», quello di AIVS, che sinora si è concentrato su dichiarazioni come queste (curiosamente anch’esse rivolte, ma in senso differente, contro il «gentil sesso»):


È per finanziare propaganda come questa, che AIVS raccoglie fondi e richiede iscrizioni?

lunedì 23 aprile 2018

Il «settarismo» degli «anti-sette» di AIVS

Come è ampiamente documentato in questo blog, l’operato di AIVS è improntato all’invettiva al vetriolo, alla critica smodata e all’offesa gratuita.

Ma vi è un ulteriore aspetto che prende forma dalle loro ultime esternazioni ed emerge sempre maggiormente dal comportamento dei principali responsabili di AIVS (Toni Occhiello, Francesco Brunori, Luciano Madon) avallato dal loro legale di fiducia, Annalisa Montanaro, di cui abbiamo parlato proprio nell’ultimo post.

È ben noto che quelli di AIVS (così come tutte le altre denominazioni dell’arcipelago «anti-sette») tacciano le minoranze religiose a loro invise (e/o di cui hanno fatto parte in precedenza) di essere delle «sette pericolose», «culti distruttivi», «gruppi abusanti» e via discorrendo.

Ma in particolare il più gettonato è senz’altro il termine «setta» (di cui parliamo più in dettaglio in questo post) con le sue diverse declinazioni: l’aggettivo «settario», il sostantivo «settarolo» (dispregiativo per «membro di setta») e la categoria del «settarismo».

Proviamo a esplorare la valenza semantica di quest’ultima parola con l’assistenza di un riferimento autorevole come il vocabolario Treccani: «settarismo» sta per «l’essere settario, cioè fazioso; accanito spirito di parte». Fra i sinonimi, troviamo «faziosità, partigianeria, parzialità, fanatismo, intolleranza, intransigenza».

Tant’è che gli «anti-sette» tendono a demonizzare interi movimenti religiosi (e quindi migliaia e migliaia di persone, se non centinaia di migliaia) sulla base di torti che essi asseriscono di avere subito in prima persona o che essi riferiscono essere stati subiti da altri i quali poi li hanno denunciati. Accuse e recriminazioni, dunque, spesso molto gravi ed espresse con parole pesanti e grondanti di odio.

Contemporaneamente, gli «anti-sette» tendono anche a rifiutare un dialogo costruttivo e soprattutto qualsiasi genere di critica (come quelle che rivolgiamo loro dalle «pagine» virtuali del presente blog), che viene spesso classificata superficialmente come «attacco» senza però che si entri mai nel merito dei contenuti posti sotto esame.

L’orizzonte degli «anti-sette», quindi, non fa che riempirsi di nemici (reali o immaginari che siano) che essi ritengono di dover osteggiare, spesso dileggiare, talvolta intimidire, in qualche caso anche perseguitare.

A poco valgono le speciose dichiarazioni d’intenti come questa di Lucio Madon (responsabile AIVS):


Perché di fatto la condotta evidenziata da AIVS è ben altra.

Come si accennava nel post di ieri, la scorsa settimana una delle più attive utenti dei gruppi Facebook di AIVS, tale Paola Moscatelli, ha pubblicato (con quale autorizzazione?) una fotografia del suo ex marito con l’attuale compagna (ci limitiamo a mostrare il post per non reiterare l’abuso):


In calce a questa foto, la Moscatelli ha inserito un commento in cui rivolge delle insinuazioni rispetto alla moralità di quella signora, per poi offenderla senza mezzi termini:


Un’altra utente, evidentemente meno assetata di vendetta e un po’ più equilibrata, fa notare che un tale modus operandi non è corretto e potrebbe addirittura rappresentare una condotta illecita:


Non l’avesse mai fatto: la signora commette l’errore madornale di osare esprimere una critica (peraltro misurata, composta e del tutto ragionevole) rispetto all’operato di Toni Occhiello e della sua banda.

Risultato: dopo un po’ di botta e risposta in cui tenta inutilmente di ribadire le proprie ragioni, si ritrova di fronte ai tentativi di Occhiello di giustificare la condotta palesemente scorretta della Moscatelli e di far ignorare l’evidente allusione da lei espressa ai danni dell’attuale compagna dell’ex marito:


E la discussione continua, con Occhiello che protrae la propria difesa a spada tratta della Moscatelli nonostante i diversi addebiti che le vengono mossi con dovizia di particolari:


Specifichiamo che quella qui riportata è solo una porzione della discussione integrale, ma già così rende bene l’idea.

Ecco infatti come va a concludersi:


Alla fine, la voce fuori dal coro viene esclusa dal gruppo.

Stessa sorte per un altro utente che si rende conto dell’evidente iniquità di trattamento e reagisce:


Idem per un’altra utente:


Dapprima Occhiello finge di non capire, ma poi (non senza una certa ampollosità), alla fine dei botta e risposta conclude come segue:


Ciò che intende dire fra le righe (senza però essere esplicito come il suo ruolo istituzionale invece richiederebbe) è che ha semplicemente messo alla porta tutti gli utenti che hanno reagito esprimendo delle critiche.

Democrazia, rispetto delle regole, riconoscimento della dignità del prossimo: sono valori tanto avulsi dal retroterra culturale di AIVS?