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lunedì 24 settembre 2018

Contraddizioni «anti-sette»: don Aldo Buonaiuto è «diversamente cristiano»?

In questo breve aggiornamento torniamo a parlare di don Aldo Buonaiuto e della sua rivista online «In Terris», tramite la quale, di quando in quando, porta avanti la campagna ideologica «anti-sette» contro la religiosità «alternativa», forte del suo ruolo di consulente privilegiato della «polizia religiosa» SAS (la «Squadra Anti-Sette» del Ministero dell’Interno).


Tanto per cominciare, precisiamo che, sebbene l’articolo in questione sia firmato Federico Cenci, «In Terris» è un media online di fatto (e anche formalmente) di proprietà di don Aldo Buonaiuto, con tanto di società commerciale registrata presso la Camera di Commercio.


Molto vi sarebbe da dire sugli interessi finanziari che ruotano attorno alla figura di don Aldo Buonaiuto e del suo ruolo strategico sul crocevia di masse ingenti di risorse economiche, ma non vogliamo divagare dall’oggetto di questo breve aggiornamento e torniamo all’articolo citato prima.

Si legge nel pezzo a firma di Federico Cenci, che sostanzialmente riporta a sua volta il contenuto di una notizia di (Fox News, un canale mediatico americano di risonanza internazionale):

«Esperti e attivisti sarebbero dell'avviso che il governo cinese sta ora conducendo la più severa repressione del cristianesimo nel Paese da quando le libertà religiose sono state concesse dalla Costituzione cinese nel 1982.»

Se da un lato si può solo vedere con favore il fatto che tali soprusi vengano continuamente resi noti e denunciati, dall’altro lato è sbalorditivo notare come siano ormai trascorsi diversi mesi (se non anni) da quando la repressione della libertà religiosa in Cina è un fatto tristemente conosciuto. Però «In Terris» leva il suo grido di protesta solo ora che a farne le spese sono i cattolici?

Da anni le minoranze confessionali che don Aldo Buonaiuto definirebbe «sette religiose» o «culti distruttivi» vengono discriminate e perseguitate in Cina, con metodi anche violenti. Gli esempi più eclatanti (qua e là tragici) sono la Chiesa di Dio Onnipotente (di cui abbiamo parlato nel nostro blog) e la «Falun Dafa» (nota anche come «Falun Gong»).

«“L’evangelizzazione online è severamente vietata, così come i materiali destinati alla conversione dei lettori. Le risorse catechistiche o istruttive non possono essere pubblicate online, bensì devono essere limitate alle reti interne cui si accede con nomi utente e password registrati”. Ma basterebbe ricordare lo stillicidio di chiese buttate giù perchè non rispettano i rigidi regolamenti sull'edilizia, per comprendere il clima che i cristiani respirano in Cina.»

In un post recente abbiamo documentato come gli «anti-sette» italiani salutino con favore l’intolleranza religiosa messa in atto da regimi come quello russo e cinese.

Lo stesso solco è evidentemente ripercorso dalla rivista online di don Aldo Buonaiuto, che nel «suo» articolo a firma di Federico Cenci non spende nemmeno una singola parola. Si parla egoisticamente nemmeno di cristiani, ma specificamente di cattolici, mentre a un pastore evangelico viene soltanto riservato il ruolo di informatore che riferisce dei gravi fatti che si consumano sul territorio cinese.

Eppure «ama il prossimo tuo come te stesso» fu la strada chiaramente indicata da Gesù Cristo a chi gli domandava cosa fare di buono per ottenere un domani la vita eterna, come ben illustra il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Un po’ sarcasticamente, viene da domandarsi se don Aldo Buonaiuto, più ancora che un prete inquisitore come si è ampiamente documentato su questo blog, non sia anche un «diversamente cristiano»!

lunedì 17 settembre 2018

Propaganda «anti-sette» e pseudoscienza: il caso di Rita Sberna

di Mario Casini

Nel nostro penultimo post si era citata en passant Rita Sberna, una blogger (non giornalista) siciliana, nemmeno trentenne, che si presenta anche come scrittrice e conduttrice radio-televisiva. Nata a Catania e vissuta in provincia di Caltanissetta, due anni fa la Sberna si è accasata a Roma e lì risiede tuttora.

Nella sua presentazione autobiografica (dettagliata ma sfortunatamente non scevra di inesattezze linguistiche, fattore purtroppo ricorrente nei suoi scritti), Rita Sberna sostiene di aver fissato fra i propri obiettivi «far conoscere l’amore di Dio attraverso la condivisione delle esperienze e della fede di ognuno». Non è chiaro, tuttavia, come tale proposito (innegabilmente nobile) s’intoni con la propaganda di odio degli «anti-sette» a cui lei dà spazio sui propri siti Web: seguendo la sua «logica» l’amore immenso, incomparabile ed incondizionato di Gesù Cristo sembra dover essere riservato solo a una quota della popolazione, mentre altre centinaia di migliaia di persone «colpevoli» di perseguire una differente religiosità non dovrebbero godere né della considerazione né tantomeno della misericordia divina.

E pensare che proprio una correligionaria di Rita Sberna, nonché esponente «anti-sette», Giovanna Balestrino (rappresentante piemontese del GRIS), un po’ incoerentemente inneggia alla pace fra la gente citando il Santo Padre (salvo poi organizzare convegni in cui le minoranze religiose non cattoliche vengono messe alla berlina ed accusate delle peggiori nefandezze):


In un primo momento, comunque, mi ero formato l’idea che Rita Sberna fosse tutto sommato in buona fede e fosse solo una delle molte vittime della manipolazione di informazioni e «notizie» ad opera degli «anti-sette» e che quindi, aizzata dagli effetti della propaganda contro la spiritualità anticonformista, avesse preso a ciarlare di «satanismo» e di «sette pericolose» reduplicando gli anatemi del prete inquisitore don Aldo Buonaiuto, referente privilegiato della «polizia religiosa» SAS (la «Squadra Anti-Sette» del Ministero dell’Interno).

La sistematica censura dei miei commenti sulle sue pagine Web, però, mi ha indotto a dare un’occhiata un poco più approfondita al pittoresco personaggio di Rita Sberna e mi ha consentito di scoprire che ero in errore. Ecco infatti un mio commento che non ha mai visto la luce e probabilmente mai la vedrà:


Con le pive nel sacco, ho curiosato un po’ e ho trovato questo post:


Secondo quanto Rita Sberna afferma nel suo post, ad un sacerdote cattolico «ben preparato sull’argomento (meglio se esorcista)» oppure a «un gruppo di preghiera carismatico» dovrebbe spettare il compito di stabilire se uno o più dei seguenti «sintomi» siano da attribuire al fatto di aver ricevuto un «maleficio operato tramite fattura». Ecco parte della lista: «impressione di freddo sul petto o sulle spalle, senso di soffocamento, palpitazioni cardiache, sensazioni di puntura alla nuca, allo stomaco, vicino al cuore, a volte sensazione di bruciori, contrazioni dolorose alla testa, in certi periodi e prevalentemente alla sera, angosce immotivate (…), dimagrimento senza motivi apparenti, (…), sensazioni di sfinimento senza motivo, perdita di energia, fatica o angoscia nell’alzarsi dal letto la mattina, (…) ripetuti impulsi suicidi, (…) impressione di essere costantemente osservati e spiati», e parecchi altri.

Curioso (se non grottesco) il «disclaimer» introdotto appena prima dell’elenco della presunta sintomatologia: «Ribadendo che per ogni problema è sempre necessario consultare prima il medico ed effettuare le opportune visite specialistiche, possiamo elencare i sintomi (…)». Pare quasi una frase posticcia, inserita in un secondo momento su consiglio di qualcuno, siccome il verbo «ribadire» presupporrebbe che si fosse affermato qualcosa in precedenza, che invece non è stato affatto specificato; al contrario, nell’argomentazione iniziale viene detto esattamente l’opposto.

Mi domando se sintomi come bruciori, contrazioni alla testa, dimagrimento, sfinimento, soffocamento e palpitazioni cardiache non siano di precipua competenza di un medico, e se impulsi suicidi, angosce immotivate e sentirsi osservati non debbano essere sottoposti ad uno specialista. Dovrebbero, a meno che non si voglia incorrere in un’accusa di esercizio abusivo della professione medica. Invece Rita Sberna sostiene a più riprese che il «discernimento» di tali manifestazioni (inequivocabilmente denominate «sintomi psicologici o fisici») dovrebbe essere svolto «con un sacerdote o un gruppo di preghiera».

Come mai, di fronte a tali affermazioni, non insorgono gli «anti-sette» come Sonia Ghinelli di FAVIS sempre molto attenti a criticare le medicine alternative (ovviamente mai mancando di etichettarle spregiativamente come «pseudo cure» e via dicendo)?


Forse la sintomatologia snocciolata da Rita Sberna ha a che vedere con le «sette psicoterapeutiche» cui fumosamente fa accenno Lorita Tinelli del CeSAP, (corrispondente italiana della controversa sigla franco-europea FECRIS)?


Quasi quasi mi tornano in mente le dissertazioni pseudo-scientifiche proprio della Tinelli nel suo fantasmagorico webinar del 18 aprile scorso, fra cui in particolare questa che certamente la psicologa pugliese avrebbe affibbiato al sibillino discorso di Rita Sberna:


venerdì 7 settembre 2018

Gli «anti-sette» incongruenti e inattendibili: don Aldo Buonaiuto smentisce se stesso

In questo post riproponiamo il tema dell’inattendibilità degli «anti-sette», particolarmente riferito alle cifre incongruenti spesso sbandierate da costoro ma del tutto autoreferenziali e prive di circostanze e dettagli precisi, tanto inconsistenti da rasentare la pseudoscienza come nel caso delle asserzioni sulle non meglio specificate «500 sette» da parte della psicologa pugliese Lorita Tinelli dell’associazione CeSAP (corrispondente italiana della controversa sigla franco-europea FECRIS) o alle statistiche presentate dal protagonista del post di oggi, don Aldo Buonaiuto, il prete inquisitore collaboratore del GRIS e referente della «polizia religiosa» SAS (la «Squadra Anti-Sette» del Ministero dell’Interno) e, in questo ruolo, curiosamente alleato al fronte ateo degli «anti-sette», ossia la succitata Tinelli con i suoi partner romagnoli Maurizio Alessandrini e Sonia Ghinelli dell’associazione FAVIS.

Abbiamo ben pochi commenti da fare, perché tutto quello che occorre dire è già sorprendentemente esposto, in maniera cristallina, nientemeno che dallo stesso don Aldo Buonaiuto, in risposta a questa domanda postagli da una giovane blogger fervente cattolica, Rita Sberna (che – sia chiaro – non è una giornalista), in un’intervista che è stata registrata poco meno di due anni or sono (ottobre 2016):


Facciamo un piccolo passo indietro e – tanto per rafforzare e riconfermare (se mai ve ne fosse bisogno) il ruolo rivestito da don Aldo Buonaiuto come collaboratore della Polizia di Stato – ecco come lo presenta Rita Sberna:


E ora vediamo come risponde don Aldo Buonaiuto al quesito postogli dalla giovane presentatrice:


«Le sette sataniche purtroppo sono diffuse ma non sappiamo quantificare il numero di questi gruppi più o meno organizzati»

Abbiamo capito correttamente?

Temiamo di sì:

«(...) non sappiamo quantificare il numero di questi gruppi più o meno organizzati»

Ecco crollare l’intero castello di carte «anti-sette», ecco dimostrarsi l’assoluta inesistenza del presunto «allarme» dei «culti distruttivi», come peraltro già era stato dimostrato da altri in precedenza e come abbiamo più volte dimostrato anche noi.

Ma non era proprio Lorita Tinelli a parlare di «circa 500 sette» e a ribadire continuamente questa cifra (tutt’altro che documentata) ai mass media e su Internet?

«(...) non sappiamo quantificare il numero di questi gruppi più o meno organizzati»

Ma non era proprio don Aldo Buonaiuto a dichiarare di fronte alla stampa e ad altri illustri invitati presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, che in cinque anni la sua organizzazione aveva trattato 1853 presunti «casi» di persone che avevano aderito a movimenti a suo dire «discutibili» o «pericolosi»?

Eppure:

«(...) non sappiamo quantificare il numero di questi gruppi più o meno organizzati»

Teniamo in mente questa clamorosa incongruenza e torniamo all’intervista di Rita Sberna: si sfiora addirittura il paradosso un paio di minuti più tardi, quando don Aldo Buonaiuto parla della figura de «l’ingannatore, l’astuto, il serpente, il menzognero»:


Di chi stava parlando il prete inquisitore referente della SAS?

Chissà. Però le sue parole (evidentemente attribuite a chi segue una spiritualità a lui invisa, ma che un po’ sarcasticamente ci domandavamo se non potessero riferirsi a lui stesso) ricordano un recentissimo post della sua collega «anti-sette» Lorita Tinelli:


Quale candore: «stiamo prendendo tutti una brutta deriva in campo relazionale e di rispetto dell’altro»? Evidentemente stava parlando del CeSAP e dei suoi colleghi «anti-sette».

Ma sentiamo come prosegue il prete esorcista don Aldo Buonaiuto:


«(...) il demonio a volte riesce anche proprio a utilizzare cristiani credenti consacrati persone anche proprio del mondo della Chiesa intesi come sacerdoti ecc. per combinare i suoi misfatti.»

Che sia un lapsus freudiano?