Stemperiamo i toni necessariamente un po’ seriosi degli ultimi tempi (d’altronde, ci sarebbe davvero poco di che stare allegri) e tuffiamoci per un momento fra gli aspetti più ridicoli che il panorama «anti-sette» ci offre.
Lo facciamo con il nostro Epaminonda, che di satira s’intende, e che è incappato in un articolo semplicemente arlecchinesco, firmato da un laureando di nome Andrea Ferrario e pubblicato da una rivista edita addirittura dalla Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano (sic!).
Satira amara, comunque, perché dell'approssimazione e della superficialità degli «anti-sette» si potrebbe e si dovrebbe parlare in maniera ben più severa.
Questo blog si propone di promuovere un'informazione puntuale e ad ampia diffusione sulle notizie e i fatti concreti che riguardano il controverso mondo dei gruppi "anti-sette" e di tutti quei soggetti ed associazioni che portano avanti un attivo contrasto a movimenti spirituali e confessioni religiose.
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mercoledì 9 gennaio 2019
Bufale «anti-sette»: Roberta Grillo, il centro «Sicar» e il presunto «allarme satanismo»
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mercoledì 9 maggio 2018
Contributo esterno - il GRIS a TV2000 e un’intervista improbabile
Una utente che da qualche tempo ci stava leggendo ma non era ancora voluta intervenire ci ha inviato un testo chiedendoci di dare voce alle sue riflessioni.
Volentieri lo facciamo perché le sue notazioni sono senz’altro degne di nota e forniscono ulteriori elementi che ben descrivono uno dei diversi aspetti del contraddittorio (e talvolta risibile) panorama «anti-sette».
Desideriamo solo esplicitare una precisazione: siamo convinti che una messinscena tanto discutibile sia in verità espressione solo di una minoranza assai ristretta dei fedeli della chiesa cattolica, praticanti o meno; riteniamo infatti che la stragrande maggioranza di coloro che tuttora si riconoscono in quella fede sia composta da persone rispettose del diverso, capaci di empatia, sovente caritatevoli, guidate dagli insegnamenti di Cristo (fra cui lo spirito di condivisione, l’agape) e, dunque, per lo più consce che l’odio non giova a nessuno e non fa che generare sempre più odio, mentre l’amore alla fine trionfa.
Principi, questi, che si possono scorgere nelle religioni tradizionali e così anche in molti nuovi movimenti religiosi.
Volentieri lo facciamo perché le sue notazioni sono senz’altro degne di nota e forniscono ulteriori elementi che ben descrivono uno dei diversi aspetti del contraddittorio (e talvolta risibile) panorama «anti-sette».
Desideriamo solo esplicitare una precisazione: siamo convinti che una messinscena tanto discutibile sia in verità espressione solo di una minoranza assai ristretta dei fedeli della chiesa cattolica, praticanti o meno; riteniamo infatti che la stragrande maggioranza di coloro che tuttora si riconoscono in quella fede sia composta da persone rispettose del diverso, capaci di empatia, sovente caritatevoli, guidate dagli insegnamenti di Cristo (fra cui lo spirito di condivisione, l’agape) e, dunque, per lo più consce che l’odio non giova a nessuno e non fa che generare sempre più odio, mentre l’amore alla fine trionfa.
Principi, questi, che si possono scorgere nelle religioni tradizionali e così anche in molti nuovi movimenti religiosi.
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