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domenica 24 giugno 2018

Contributo esterno: la vera storia del «Tempio del Popolo» (una strage politica)

Ecco la quarta puntata della serie di Epaminonda sulla strage del «Tempio del Popolo».

A coloro che hanno seguito i contributi precedenti è ormai evidente che la versione ufficiale del «suicidio di massa» è una bufala colossale, per essere eufemistici; volendo essere più incisivi dovremmo definirlo un clamoroso, inquietante, colpevole e delinquenziale «falso storico» che nessuno più dovrebbe permettersi di reiterare.

Tanto meno dovrebbero avere la tracotanza di perpetrare un tale insabbiamento della realtà gli esponenti «anti-sette» italiani, sedicenti esperti di religiosità alternativa che spesso citano a proprio uso e consumo l’eccidio del «Peoples Temple», in quanto i media (di regime) di tutto il mondo lo hanno inculcato nell’immaginario collettivo come una «strage compiuta da una setta». Quanto lontana dalla verità è tale reboante versione!

«Cessate di uccidere i morti», implorava Giuseppe Ungaretti riferendosi alle vittime del sanguinoso conflitto mondiale, la cui memoria poteva tristemente venire ancor più funestata dall’odio politico e dagli scontri di ideologie da parte di persone non paghe, forse, di tutto il sangue che già era stato versato.

Similmente, gli «anti-sette» sfruttano quel tragico evento, di cui fra pochi mesi ricorrerà il quarantesimo, per veicolare la loro campagna di odio contro i gruppi religiosi e spirituali di minoranza.

Che non avvenga più! Che non si deturpi nuovamente la memoria di quelle vittime, immolate sull’altare non già di un presunto «culto», ma di un reale, sadico opportunismo politico portato alle sue estreme, efferate conseguenze.

Eccoci, dunque, a presentare un altro piccolo passo verso la verità… e, in chiusura, a tentare di stemperare almeno un po’ l’orrore di una tale tragedia.